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Fonte immagine biografieonline.it |
Chi come me è abbastanza maturo da ricordare i lunedì sera passati incollati allo schermo in attesa del Processo di Biscardi, non può aver perso dalla memoria uno dei tormentoni, forse il più ricorrente, che il buon conduttore molisano soleva ripetere pressoché ad ogni puntata, nel suo inconfondibile e simpaticissimo slang: "Gi vuole la moviola in gambo...", seguito, come da copione, da scroscianti applausi di un pubblico ben istruito.
Eh si, perché per far terminare tutte le polemiche, le discussioni, i sospetti di condizionamenti, di sudditanza psicologica e quant'altro, le brillanti menti sportive dagli anni '90 fino ai giorni nostri, hanno sempre indicato una e una sola soluzione: la tecnologia, l'occhio televisivo, la moviola alla quale nulla sfugge e il cui giudizio non può essere messo in discussione.
Va da sé che la squadra vincente, che essa fosse la Juventus, come spesso capitava, la Roma, l'Inter o il Milan, veniv presa di mira per veri o presunti favori arbitrali ricevuti, che, guarda caso, si era soliti indicare come come uno dei motivi principali per il successo sulle avversarie.
Credo sia inutile ricordare a chi avrà la bontà di leggere questo articolo, che quasi sempre a fare le spese di maldicenze e accuse infamanti era proprio la società torinese (quella con la maglia a strisce bianconere ovviamente, l'altra esiste solo per figura...), indicata dai tifosi di tutta Italia come l'origine dei mali del calcio, a causa del suo potere mediatico, politico, chimico, militare e chi più ne ha più ne metta; la moviola in campo avrebbe potuto impedire, così dicono, lo scandalo Iuliano-Ronaldo (e forse anche quello West-Inzaghi dell'andata o eliminato gli innumerevoli favori arbitrali ricevuti dall'Inter in quella stagione), convalidato il goal di Cannavaro in Juve-Parma del 2000 (nato da un calcio d'angolo inesistente) e addirittura quello di Turone nel famoso Juve-Roma anni 70 (per il quale lo stesso Carlo Sassi dichiarò che la moviola venne taroccata).
Ma è indubbio che solo con l'ultimo periodo di dominio bianconero in Italia la situazione si sia particolarmente inasprita e le polemiche abbiano subito un'impennata forse mai vista in precedenza.
Ogni occasione pare divenuta buona per gridare allo scandalo e campionati vinti, in diverse occasioni, con un vantaggio in doppia cifra, sono stati comunque additati come poco trasparenti e condizionati dai gravi errori delle giacchette nere.
E così, non appena ce n'è stata l'occasione, in fretta e furia e con un anno di anticipo rispetto al previsto, senza nemmeno un'adeguata formazione della categoria arbitrale, nella stagione 2017-18 anche in Italia, tra le urla di giubilo di tutti coloro i quali avevano subito anni di bastonate e umiliazioni dalla Vecchia Signora, veniva introdotto lo strumento della salvezza, ciò che avrebbe messo fine alle angherie e regalato pace ai giusti: era giunto il VAR!
Via gli addizionali di porta, voluti a gran voce dopo l'episodio Muntari in Milan-Juventus del primo scudetto dell'era Conte, bocciati anch'essi in fretta e furia una volta capito che nemmeno con loro la musica era cambiata, e dentro le telecamere, che, per usare le parole dell'allora presidente federale Carlo Tavecchio, avrebbero rappresentato "un modo per rendere il calcio cristallino e per diminuire le polemiche su torti o favori arbitrali che da sempre condizionano questo sport".
Ora, a qualsiasi persona di buon senso sarebbe venuta in mente la cosa più ovvia: perché, in caso di malafede o sudditanza psicologica da parte degli arbitri nei confronti dei potenti, il VAR avrebbe dovuto cambiare le cose? Certo, sarebbe stato un valido aiuto sui cosiddetti goal fantasma e sui fuorigioco (dati oggettivi), ma in che maniera avrebbe potuto risolvere l'eventuale problema dei favoritismi sugli episodi soggettivi come cartellini, rigori, etc.?
In altre parole, dietro al monitor non sarebbero andate le stesse persone che prima andavano in campo?
Noncuranti di questa logica riflessione, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno tutti si dimostrarono entusiasti della notizia: finalmente la tirannia bianconera sarebbe terminata!
Aurelio De Laurentiis da Napoli ci terrà a comunicare che la società è assolutamente favorevole all'innovazione, così come si affretteranno a fare, dal capoluogo lombardo, Galliani ("Se su Muntari ci fosse stato il Var...") e Javier Zanetti ("quando l'arbitro ha grossi dubbi sarà uno strumento importante...").
Aurelio De Laurentiis da Napoli ci terrà a comunicare che la società è assolutamente favorevole all'innovazione, così come si affretteranno a fare, dal capoluogo lombardo, Galliani ("Se su Muntari ci fosse stato il Var...") e Javier Zanetti ("quando l'arbitro ha grossi dubbi sarà uno strumento importante...").
E ancora di più dopo le prime due giornate di utilizzo dello strumento, dove l'occhio elettronico aveva decretato due discutibili rigori contro la Juve, le convinzioni degli avversari si rafforzarono, senza contare un dato molto importante: Madama finirà per vincere quelle partite comunque, dimostrando che gli errori arbitrali incidono solo sulle squadre già incapaci di vincere.
Sono passati due campionati, vinti ancora, nemmeno a dirlo, dalla Juve. Le polemiche non sono diminuite, anzi; l'avere a disposizione le telecamere ha centuplicato le occasioni di discussioni, spostate ora anche su falli a centrocampo, rimesse laterali, spinaterelle e contatti minori piuttosto che sui macro episodi di una volta.
Ma il culmine lo si è avuto l'altro ieri, nella solita riunione informativa tra la classe arbitrale e i rappresentanti delle società; ad un certo punto ha preso la parolal'attuale allenatore del Napoli Carlo Ancelotti che, dopo alcune scintille con Rizzoli, candidamente dichiara:
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Ed ecco in un attimo la negazione di anni di battaglie, lo spezzarsi di un amore tanto intenso quanto breve.
La speranza di sovvertire il proprio destino da perdenti solo grazie alla tecnologia è definitivamente svanito, tanto vale ributtarla di nuovo in polemica. Non può decidere una macchina, deve farlo l'uomo, quello che fino a due stagioni fa veniva considerato inadeguato.
La speranza di sovvertire il proprio destino da perdenti solo grazie alla tecnologia è definitivamente svanito, tanto vale ributtarla di nuovo in polemica. Non può decidere una macchina, deve farlo l'uomo, quello che fino a due stagioni fa veniva considerato inadeguato.
Ci sarebbe da piangere, ma è meglio riderci su, pensando che fortunatamente, che si vinca o che si perda, noi siamo la Juve e, per questo, sempre differenti.
Leggi ora l'articolo sui migliori giocatori presi dall'Atalanta
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